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Il Salento - Archeologia Industriale

Archeologia Industriale

Aparo Valentini

Comune di: Salve

La struttura si può raggiungere dalla litoranea Gallipoli - Leuca, tramite un breve tratturo che si innesta tra Torre Pali e Torre Vado. E’ ubicata sul promontorio denominato Muntani a pochi passi dalla Masseria Don Cesare e dalla Rutta delle Fate. E' un'antica torre utilizzata per l'allevamento delle api per il raccolto del miele, con mura di cinta che la circondano proprio come una piccola fortezza. In questa masseria si trova sul solaio anche una torre colombaia.

Fonte: http://www.turismo.provincia.le.it - Risorse storico-artistiche.


Cantina vinicola Castel di Salve

Comune di: Tricase

La vecchia cantina vinicola produce ottimi vini con metodi di vinificazione tradizionali. E' di proprietà dei baroni Winspeare, che ne furono i fondatori nel 1895. Prende il nome dai possedimenti della famiglia. Fruibile previo appuntamento. Telefono: 340/3347944.

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Cava di pietra e argilla Mandrò

Comune di: Nicca

Situata in prossimità di un'altra cava detta Signorella; si presenta con un esteso sbancamento a cielo aperto e varie gallerie ad una profondità di 10/15 mt. c.a e con un'estensione tale da permettere una fitta rete sotterranea con le gallerie delle cave esistenti nella zona; l'attività estrattiva continua ad essere praticata con strumentazione meccanica, rispetto a quella manuale del secolo scorso.

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Cave d'estrazione della pietra leccese

Comune di: Corigliano d Otranto

La pietra leccese viene estratta sotto forma di conci parallelepipedi che nella misura base si rifanno al palmo napoletano d'uso antichissimo.In alcune cave di piccole dimensioni si è estratto anche il tufo, una pietra a grana grossa,dal giallo al rosso-bruno, ma più duro della pietra leccese. Direzione sud dell'abitato, in prossimità della masseria Padulano. Uscita a Corigliano dalla statale n.16, Lecce-Maglie, a circa 1 km.

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Cave di Corillo

Comune di: Galatone

Le cave fanno parte del complesso masseriale di Corillo.Si raggiungono percorrendo la Vicinale Abbazia per circa 4 chilometri. Cave di tufo carparino che si aprono nella campagna a ridosso della Cappella di San Michele Arcangelo di pertinenza della Masseria Corillo.

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Cave di pietra leccese di Cursi

Comune di: Cursi

Cursi è famosa per la sua pietra, detta, appunto, "pietra di Cursi" che si presta a pregevoli lavori di intaglio e decorazioni. Uscita a Melpignano dalla statale n.16, Lecce-Maglie, a circa un km. Telefono: 0836/331079.

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Cisternale Don Lattanzio di Cutrofiano

Comune di: Cutrofiano

Il cisternale nei pressi dell'omonimo frantoio ipogeo e del casino, separato da quest'ultimi dalla strada vicinale. Esso si congiunge con un canale a cielo aperto, profondo c.a 2,50 mt. e lungo c.a 100 mt., per la raccolta delle acque piovane. Dal centro (piazza F. Cavallotti) attraversare v. Capo in via M. D'Azeglio, a destra in v. Roma a c.a mt. 50.

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Faro della Palacia

Comune di: Otranto

Situato a Punta Palascia dalla quale prende il nome, l'antico faro fu eretto nel 1867. Fino ai primi anni '60 il Faro della Palascia era alimentato ancora a petrolio ed emanava un raggio luminoso esteso per 9 km sul Canale d'Otranto. Il faro è attualmente in completo stato di abbandono. E' possibile visitarlo, in parte, in qualsiasi ora del giorno.

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Faro dell'isola di Sant'Andrea

Comune di: Gallipoli

"Isola di Sant'Andrea - Gallipoli. E' una riserva naturale ed è quindi vietato l'approdo e la sosta. L'Isola di Sant'Andrea è una piccola isola pugliese del Mar Ionio che appartiene amministrativamente al comune di Gallipoli, in provincia di Lecce. L'isola, che si estende per circa cinque ettari e dista poco più di un miglio dal centro storico della cittadina salentina, è completamente pianeggiante e la sua altezza massima non supera i tre metri. Questa caratteristica, che porta l'isola ad essere spazzata dai marosi in caso di forte vento, la rende poco adatta ad ospitare una ricca vegetazione. Per questa ragione i Messapi la chiamavano Achtotus (Terra Arida). Il vecchio nome messapico venne dimenticato con la conquista dei Romani della città di Gallipoli (267 a.C.) e probabilmente prese il nome di Sant'Andrea solo alcuni secoli più tardi quando i bizantini vi costruirono una cappella dedicata al santo. Periodo di apertura: Luglio, Agosto; a Natale e Pasqua. Telefono: 0833/264242.

Fonte: http://www.turismo.provincia.le.it - Risorse storico-artistiche.


Fornace Colì di Cutrofiano

Comune di: Cutrofiano

Il cognome Colì, già presente nel catasto onciario, appartiene ai titolari di una bottega esistente ancora oggi in Via Roma, a pochi passi dal centro storico attigua ad un'antica e bellissima fornace a legna tutt'ora in uso, sia pure saltuariamente. Nella bottega dei fratelli Donato e Antonio Colì tutto è ancora prodotto naturalmente: dalla modellazione al tornio alla decorazione. Emanuele Maglio è il più giovane ed ha aperto da poco la propria bottega dopo un periodo di apprendistato presso altri artigiani. Ha una cura particolare per la forma ed i colori, così che ogni suo oggetto costituisce un pezzo unico. Dal centro (piazza F. Cavallotti) attraversare v. Capo in via M. D'Azeglio, a destra in v. Roma a c.a mt. 50. Telefono: 0836/541382.

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Fornaci per la terracotta di Lucugnano

Comune di: Tricase

E' un agglomerato di fabbricati, al di sopra dei quali svetta un'alta ciminiera, dove sino ai primi decenni del secolo si svolgeva la lavorazione della terracotta, occupazione principale della popolazione del paese. Periferia del paese, verso Montesano. Telefono: 340/3347944.

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Frantoio Cerceto di Cannole

Comune di: Cannole

Complesso edilizio fortificato dei 1200 formato dalla Masseria Cerceto o Torcito, la Masseria Piccinna e altre pertinenze e manufatti legati alla attività agricola del passato come la massiccia torre colombaia, il frantoio ipogeo con le "ciave" (accessi utili allo scarico delle olive), la neviera (infrastruttura interrata, atta alla conservazione delle nevi invernali per il successivo impiego nel periodo estivo), la Cappella di San Vito, numerose tombe basiliane e vari tratturi. Strada vicinale sulla provinciale Martano-Otranto, previo appuntamento. Telefono: 329.0277496 (per prenotare le visite guidate).

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Frantoio del Palazzo Papadia di Muro Leccese

Comune di: Muro Leccese

Il frantoio Papadia, annesso al palazzo omonimo, nel borgo antico murese, venne costruito attorno alla metà del secolo XIX. Telefono: 0836/342203 (comune).

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Frantoio di Palazzo Briganti

Comune di: Gallipoli

Il frantoio che fu in attività fino al secolo scorso conserva oggi alcuni attrezzi per la molitura delle olive tra cui una macina e un torchio. Pe la visita del frantoio nei periodi di chiusura richiedere appuntamento all'associazione Gallipoli Nostra. Si può raggiungere dalla Riviera Nazario Sauro piegando all'altezza di via Angeli. Periodo di apertura: Luglio, Agosto; Natale e Pasqua. Telefono: 0833/264242.

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Frantoio di Palazzo Granafei-D'acugna

Comune di: Gallipoli

Il frantoio oleario, ubicato sotto il palazzo Granafei, rappresenta un esempio significativo dei settecenteschi stabilimenti di produzione dell'olio. E' attrezzato di presse olearie, di una macina del secolo XVII e di altri attrezzi adatti alla lavorazione delle olive. Si può raggiungere da Piazza della Repubblica che si collega con via De Pace. Telefono: 0833/264242.

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Frantoio ipogeo a Casarano

Comune di: Casarano

Si tratta di tre frantoi ipogei per la spremitura delle olive collocati sotto gli edifici di via Pendino, un tempo chiamata infatti via Trappite (nome dialettale). In realtà di frantoi ve ne sono molti altri ormai dimenticati e ricoperti da materiale di risulta. Recentemente nel 1998 ne è stato riscoperto un altro nei pressi della chiesa Matrice. Periodo di apertura: I frantoi ipogei sono chiusi tutto l'anno ad eccezione di dicembre (dal 24 dicembre fino al 6 di gennaio).

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Frantoio ipogeo a Felline

Comune di: Alliste

Il frantoio ipogeo è ubicato sotto la Chiesa dell'Immacolata , nella via omonima. E' interamente scavato nel banco calcarenitico. Presenta tre vasche per la molitura delle olive completamente allo stato di abbandono. Strade statali N.101 Salentina di Gallipoli e N.274 Salentina di Patù, uscita Felline.Provinciale Felline-Melissano, direzione Felline. Proseguire per Via Melissano,seguire la strada fino Largo Santa Lucia, quindi proseguire e voltare a sinistra in via Immacolata.

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Frantoio ipogeo di Acaya

Comune di: Vernole

Era posto in prossimità della gola del bastione sud est e venne chiuso quando si aprì, nel 1960 circa, l'attuale via Trieste. Della struttura originaria, oggi in abbandono e allo stato di rudere, non si conserva quasi niente. E' ubicato all'incrocio di via del Trappeto e viaTrieste.

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Frantoio ipogeo di Calimera

Comune di: Calimera

Ubicato al di sotto di un garage privato vi si accede attraverso una botola ed una scala verticale. Risale forse al XV sec. ed è interamente scavato nella roccia. Sulle pareti della sala dove è posizionata la macina caratteristici disegni sui muri ed un capitello sporgente sul quale è scolpito il sole, simbolo di Calimera. Da piazza del Sole attraverso via Mayro e largo Gabrieli si accede in via Giovanni XXIII. Visitabile previo appuntamento con il proprietario 0832/873346.

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Frantoio ipogeo di Depressa

Comune di: Tricase

Il frantoio fu scavato in un banco calcarenitico in epoca incerta; lo stato di conservazione generale è pessimo, anche perché in occasione di abbondanti precipitazioni atmosferiche vi viene convogliata l'acqua della strada circostante. Alla periferia del paese, verso Castiglione. Telefono: 340.3347944.

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Frantoio ipogeo di Galatone

Comune di: Galatone

Il frantoio si trova nel sottosuolo urbano,fuori dalla cerchia delle mura con accesso da una privata abitazione.Risale al XVI secolo ed è del tipo a grotta scavato cioé nella roccia tufacea.Il frantoio conserva ancora la macina in pietra e la sbarra di legno mediante la quale il cavallo faceva girare la mola ed occupa una superficie di circa 300 metri quadrati. Il frantoio si può raggiungere da Piazza San Sebastiano dopo aver percorso un tratto di Via torrente. Telefono: 0833/861316 (pro loco).

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Frantoio ipogeo di Lequile

Comune di: Lequile

Il Frantoio Ipogeo, in origine collocato fuori dal nucleo urbano, è attualmente posto sotto il monumento ai caduti, in via S. Basilio, nella piccola frazione di Dragoni. Costruito probabilmente tra il XVI ed il XVII secolo, è un esempio della culturale rurale e contadina di Lequile. In questo luogo, infatti, alcune persone vivevano dai sei agli otto mesi all'anno per la lavorazione e la trasformazione delle olive in olio. Il frantoio è ubicato sotto il monumento ai caduti, in via S. Basilio.

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Frantoio Ipogeo di Minervino

Comune di: Minervino di Lecce

Costruito, probabilmente, nel secolo XVI, il frantoio già in origine era composto da diversi ambienti. Successivamente è stato ampliato con un'altra struttura parallela e analoga alla prima. E' ricavato quasi interamente nel banco roccioso; infatti, solo la stalla ed un'ambiente adibito a deposito sono ricoperti con volte. Accessibile previo appuntamento. Telefono: 0836/818005 (comune).

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Frantoio ipogeo di Sannicola

Comune di: Sannicola

Il frantoio è situato in pieno centro abitato. Risale agli anni tra la fine del '700 e l'inizio dell'800. Vi si svolgevano le attività di macina e spremitura delle olive. Versa in uno stato di abbandono. Nel 1998 è stato acquisito dal Comune di Sannicola che intraprenderà un restauro di tipo conservativo. Strada Statale N.101 Salentina di Gallipoli, uscita Sannicola. Proseguire per Viale Grassi fino Piazza della Repubblica. Girare intorno alla Piazza e voltare a destra in Via Roma.

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Frantoio ipogeo Giannelli di Matino

Comune di: Matino

Proprietà della famiglia Giannelli, il frantoio è provvisto di ruota incastonata nella muratura, di una grandiosa cisterna e di grandi cave attualmente non aperte al pubblico e dalle quali si sono estratti tufi di buona qualità fino al 1940. Fruibile previo appuntamento. Telefono: 0833/506106.

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Manifattura Tabacchi di Galatone

Comune di: Galatone

L'opificio sorge a breve distanza da Largo Sant'Antonio,sulla via per Lecce.L'edificio che si presenta con una elegante facciata ha ospitato una manifattura di tabacchi fino agli anni '60. Nel magazzino le donne attendevano al trattamento e alla lavorazione del tabacco. L'opificio si raggiunge percorrendo un brevissimo tratto della via per Lecce muovendo da Largo Sant'Antonio.

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Trappeti a grotta in piazza del Popolo a Presicce

Comune di: Presicce

Il territorio del comune di Presicce è, nel salento, quello con il maggior numero di trappeti a grotta. I più antichi sono ancora identificabili sulla Serra di Pozzomauro, scavati nella roccia calcarenitica, probabilmente, da comunità agricole pastorali con l’ausilio e l’esperienza dei monaci basiliani, nel tentativo di riorganizzare le popolazioni superstiti scampate alle invasioni dei saraceni del IX e X secolo. Dalla cappella rurale di Santa Maria di Loreto sino a Celsorizzo (località del comune di Acquarica del Capo) sono ancora evidenti significative presenze di vita eremitica, organizzata in laura, con cripte ampliate a trappeto.

La necessità poi di avviare l’organizzazione produttiva del territorio e la bonifica della zona paludosa, a valle della serra, portò alla realizzazione, dei trappeti ipogei anche nel centro abitato. Nel XII secolo sono segnalati a valle almeno due nuclei abitati: uno in prossimità del giardino oggi di proprietà Cesi, retrostante all’omonimo palazzo su via M.Arditi, dove è ancora ben conservata una torre di vedetta trasformata in colombaia, l’altro a “Pozzo Trano”, lungo l’attuale via A.Gramsci.

Questi due nuclei abitati erano collegati, come riportato nel Catasto Onciario del 1742, dalla "via pubblica", ossia via della Madonna dei Setteveli, per la presenza di una cappella ad essa dedicata. Orbene, lungo quest’asse viario, oggi individuato tra via M.arditi, piazzetta Villani, via Castello, piazza del Popolo e via A.Gramsci, troviamo la maggior parte dei trappeti a grotta identificati nel territorio comunale. I numerosi trappeti dislocati sotto piazza del Popolo sono parzialmente visibili direttamente dalla piazza attraverso alcune strutture appositamente realizzate. Telefono: 0833/726405"

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Trappeto a Melissano

Comune di: Melissano

Il trappeto a grotta si trova in contrada ""Grutta o Cardilla"" lungo la vecchia vicinale per Felline. In bibliografia é noto con il sinonimo di ""Trappeto Venneri"" , ma i contadini del luogo lo chiamano ""Trappiteddhu"" per gli ambienti angusti e tenebrosi. Al Trappeto si arriva percorrendo la via Don Luigi Sturzo, che é l'ultima strada sulla sinistra andando da Melissano a Racale; alla fine della strada asfaltata si prosegue percorrendo la stradina sterrata di campagna.

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Trappeto di Terenzano

Comune di: Ugento

Masseria Terenzano a 5 chilometri a sud-ovest di Ugento ricorda il nome del villaggio distrutto dalle incursioni piratesche e spopolato dalla malaria e dalla peste. Nel 1753 a Terenzano, dal gentilizio romano Terenzio, aggregato al marchesato di Ugento e di pertinenza della famiglia d'Amore, era fiorente l'attività agricola e soprattutto la coltura dell' ulivo. Al Trappeto si arriva percorrendo la provinciale che da Alliste-Felline conduce alla marina di Ugento, esattamente nel territorio della Masseria Terenzano, attualmente adibita a Ristorante e alloggi estivi.

Fonte: http://www.turismo.provincia.le.it - Risorse storico-artistiche.


Trappeto Sauli

Comune di: Alessano

Il frantoio è ubicato fuori dall'abitato di Alessano in località Macurano, nei pressi dell'omonimo villaggio rupestre.Si tratta di un trappeto a grotta ad un unico vano databile tra XIV e XVIII secolo. Non è dotato di impianto di illuminazione e pertanto se ne consiglia la visione nelle ore diurne. Percorrendo la strada Alessano-Novaglie, superata la cappella di Santo Stefano al bivio per la ferrovia si svolta a sinistra: il trappeto è ubicato sulla sinistra.

Fonte: http://www.turismo.provincia.le.it - Risorse storico-artistiche.

 

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